Diario di un neofita – ventiseiesima lezione
Come temevo, è arrivato il momento in cui le distrazioni esterne
(nel mio caso il cambio di lavoro), prendono il sopravvento sulla musica
e non consentono di dedicarmici come vorrei.
Negli ultimi mesi ho dovuto affrontare, e sto ancora affrontando,
una nuova sfida: mantenere la pratica senza compromettere quanto
fino ad ora fatto, avendo a disposizione molto meno tempo e
soprattutto avendo la testa “altrove”.
Sono convinto che molti di voi si sono trovati o si trovano in questa situazione e non è piacevole e mi piacerebbe conoscere come vi siete organizzati.
In mio aiuto, per fortuna, è arrivata l’estate e l’interruzione delle lezioni.
Questo per ora ha mitigato il rischo di fare brutta figura con l’insegnante
Ci eravamo lasciato alla 25-esima lezione, in realtà, travolto dal nuovo lavoro,
non avevo avevo ancora scritto il diario della 26-esima lezione.
L’ultima prima delle vacanze estive.
Il programma è proseguito con il solfeggio parlato del Pozzoli
I corso (es. 37), che ho velocizzato e portato a 72 per una semiminima.
Per lo studio delle scale, terminato il Mim, ho fatto il Fa#m, a due ottave a velocità 92 (moto retto, accordi a metà velocità e arpeggi).
Devo dire che le scali minori (sia armoniche che melodiche) sono proprio interessanti, hanno una sonorità molto piacevole e intrigante, in qualche modo meno “rassicurante” rispetto alle scale maggiori e per questo piu’ coinvolgente.
La differenza poi tra la scale armonica e quella melodica è notevole, nonostante cambi poco in termini di note, forse per via del diverso moto discendente di quest’ultima in cui il 6′ e 7′ grado si suonano senza alterazioni.
Lo studio del Beyer è proseguito ed abbiamo completato l’esercizio 73 ed iniziato il 74 a mani separate.
Il 73 è proprio un bell’esercizio! Vi ricordate quando ne parlai, qualche mese fa? Mi sembra già impossibile essere arrivato fin qua!
Del Burgmuller (scuola primaria per il giovane pianista) ho completato l’allegretto n.4. Questo, per ora, è l’ultimo esercizio che farò su questo libro.
Infatti dalla prossima lezione comincerÚ a studiare l’opera 176 del Duvernoy e, udite udite, un brano di musica leggera a mia scelta!
Quella di imparare a suonare musica leggera era stata una mia precisa richiesta all’inizio delle lezioni, lo scorso anno.
Evidentemente l’insegnate ha reputato mauturi i tempi per cominciare con qualcosa di semplice.
Abbiamo scelto “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo.
La difficoltà con la musica leggera è che spesso, come in questo caso, gli spartiti sono solo per la mano destra mentre
per la sinistra ci sono solo gli accordi.
Per ora dovrò esercitarmi suonando solo gli accordi nel loro stato fondamentale, piu’ avanti introdurremo gli arpeggi (l’insegnante mi ha fatto sentire come verrà l’armonizzazione e mi sono venuti i brividi per quanto era bello!).
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