Diario del Neofita – Ventiduesima lezione
Finalmente è arrivato il giorno della lezione di pianoforte!
Questa settimana non ho potuto studiare quanto avrei dovuto e a lezione devo ammettere all’insegnante di non aver finito qualche esercizio. In particolare la lettura del Pozzoli n. 35 a velocità 69 per una semiminima risulta ancora incerta.
Meglio è andata la scala di Lab (moto retto, accordi e arpeggi su due ottave), la cui diteggiatura è abbastanza agevole.
Per la prossima settimana devo portare la scala di Reb che mi sembra leggermente più complessa per i passaggi del pollice.
Il Beyer, esercizio 60, l’ho finito a mani unite anche se l’esecuzione è stata scarsina rispetto allo studio settimanale che invece era buono.
Devo proseguire con lo studio del 62 ed iniziare a vedere la posizione delle mani nel 67.
Completato l’esercizio 1 del Burgmuller (scuola primaria del giovane pianista) proseguo con il n.4 da portare a mani separate la prossima settimana.
Quando mi sentirò pronto, vorrei mostrarvi i video delle miei esecuzioni di questi brani del Burgmuller, che pur nella loro semplicità sono molto musicali e piacevoli da suonare.
Ho iniziato la canzonetta di Schumann, pezzo n.19 del Cesi-Marciano. E’ leggermente più facile del Minuetto e del Trio di Pleyel n. 17 che ho terminato la scorsa settimana.
Anche se le note tenute delle battute centrali mi risultano ancora ostiche.
Infine volevo condividere con voi la mia soddisfazione nell’aver eseguito l’Ave Maria di Gounod (versione semplificata) durante una messa per l’anniversario di matrimonio dei miei suoceri.
Ho suonato in coppia con una flauto traverso e vi assicuro che l’emozione è stata enorme!
E’ vero che eseguire in pubblico richiede tutt’altra preparazione, tanto che la mia insegnante mi aveva sconsigliato perché giustamente non riteneva pronto il pezzo (che ho sempre studiato a margine degli esercizi per la lezione),
però ho deciso ugualmente di buttarmi e, anche grazie all’aiuto del flauto traverso, l’esecuzione è andata benissimo.
Ho commesso qualche errore, ma sono stato sempre lucido e in grado di proseguire senza perdere il tempo.
Ho scoperto che l’adrenalina del concerto mi piace… peccato che quest’anno non faccio il saggio
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