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Suonare rilassati per suonare meglio

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Scritto da: Sito Web

Uno dei primi insegnamenti che un buon insegnante dà al suo allievo di pianoforte è quello di suonare rilassati. Per molti è un mistero questa parola (rilassamento) perché non sanno distinguere tra tensione e rilassamento e quindi fanno prima a non considerarla. Ma lo sbaglio non è sempre dell’ allievo, ovviamente il maestro deve spiegare il perché è importante suonare in modo rilassato, come si può suonare rilassati e come effettuare gli esercizi di rilassamento. In questo post ti darò questi consigli dei quali dovrai sempre tener conto affinché tu possa effettuare una seduta di studio produttiva piuttosto che una seduta di studio stancante continunado ad essere teso come una corda di violino.

Ti sei mai chiesto come fanno i grandi pianisti a tenere concerti che durano 2 ore o più? Io sì, è un chiodo fisso, è praticamente un mistero per me, anche se so che dietro c’è una preparazione tecnica e spirituale incredibile.

Più volte ho provato a suonare per 2-3 ore di fila, suonando le sonate di Beethoven, alternandole con i rilassanti notturni di Chopin, e tutte le volte ne sono sempre uscito distrutto.

Come fanno perciò i grandi pianisti a suonare per ore e ore senza sembrare minimamente affaticati? Le cose sono due: o  sanno sopportare bene lo sforzo, o hanno un senso del rilassamento completo.

Suonare rilassato non vuol dire suonare con la mano bassa, con le dita distese e con il corpo a peso morto. Vuol dire piuttosto suonare solo con i muscoli necessari per quel determinato movimento. Suonare rilassati vuol dire non fare movimenti inutili. Fare solo il necessario.

Ma cosa si intende praticamente per rilassamento?

  • Suonare senza alzare le spalle.
  • Controllare che durante l’ esecuzione le spalle non arrivino mai all’altezza del lobo dell’ orecchio.
  • Controllare sempre la respirazione e non fermarla mai, soprattutto nei passaggi difficili e veloci.
  • Suonare i “ff ” usando l’ 80% della propria forza + il 20% della forza di gravità.
  • Suonare “di dita” e non “di polso”.

Queste sono in pratica le linee guida per un buon rilassamento.

Le cadute sono degli ottimi esercizi per migliorare il rilassamento. Queste infatti prevedono la caduta libera della mano sui tasti del pianoforte grazie alla sola forza di gravità. Noi pianisti siamo così fortunati ad avere quest’incredibile forza a nostro favore che spinge verso il basso, perché non utilizzarla?

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13 commenti

  1. M@rc0 scrive:

    sai il mio vecchio maestro , per quanto giovane ed inesperto, non mi insegnò questa cosa , anche se oggi credo che lo sapesse e ha voluto insegnarmelo questo fatto per pigrizia, invece quando sono andato da una maestra esperta, ma anche costosa, ma soprattutto esperta è stata la primissima cosa che mi ha insegnato, ed è la cosa che piu di ogni altra cosa in ogno esercizio mette in evidenza.
    in genere sono sempre questi (oltre a quelli che hai detto tu”:
    non essere tesi “mai”
    suonare di peso e non di forza (vuol dire che il dito intento a suonare deve cadere sul tasto col peso di tutto il braccio , per dare alla nota un suono rotondo e pieno, e allo stesso tempo però non avere mai ne il polso, ne le articolazioni, ne i muscoli delle braccia in tensione) insomma il dito deve reggere il braccio , cosi è solo il dito a fare il lavoro e intanto il resto è rialssato.
    ovviamente si deve stare alla giusta altezza dinanzi al piano, deve essere assolutamente un pianoforte coi tasti pesanti, che sia digitale o meno, ci vuole tanta pratica e pazienza, quindi è un lavoro che per essere ottimale nell’applicazione richiede moltissimi mesi di esercitazione con questa tecnica.

    credo sia tutto ciao ciao ( sopratutto grazie allo staff di pianosolo per i suoi post)

    • Francesca scrive:

      Ciao Marco,
      innanzitutto vorrei esprimerti tutta la mia magnificenza per il tuo blog. Sei un grande ed ogni pixel del tuo sito sprizza tutta la passione che hai per il pianoforte. Complimenti anche per gli articoli e grazie di scriverli e in particolare grazie di quest'articolo. Io sono una persona molto emotiva e quando devo fare esami o suonare davanti ad altre persone comincio a tremare e non mi controllo. Potresti darmi qualche altro consiglio? Te ne sarei grata. Ciao

  2. M@rc0 scrive:

    scusate , il vecchio maesto, NON ha voluto insegnarmelo per pigrizia

  3. Christian scrive:

    Grazie Marco per la tua approvazione sull’ articolo e per il ringraziamento verso il nostro impegno su questo Blog.

    I vostri ” grazie ” valgono più di qualsiasi cosa per noi!

  4. M@rc0 scrive:

    di nnt, questo sito è un grandissimo punto di riferimento per me, non ne potrei fare a meno ;)

  5. _ginko_ scrive:

    La tecnica del rilassamento è la più grande fonte di frustrazione per il neofita.

    E’ estremamente difficile da apprendere per gli adulti (di contro è molto semplice e naturale per i bambini).
    Dopo 4 mesi di lezioni da una maetra che per fortuna da molta importanza a questo aspetto, siamo ancora li a correggermi l’inclinazione del busto, delle gambe, delle spalle, del polso, ecc.

    A volte nei video che girano anche su pianosolo, si vedono mani con le dita sollevate mentre le altre suonano.
    Questo è evidentemente sintomatico della mancanza del rilassamento. Infatti se le dita fossero rilassate si appoggerebbero sui tasti e non rimarrebbero sollevate.

    Detto questo, come ebbi modo di dire qualche post fa, torno a rilassarmi :-)

  6. alexxjo scrive:

    verissimo!!! il rilassamento è fondamentale! bell’articolo!!

    consiglio a tutti queste letture di un famoso maestro Tobias Augustus Matthay:

    1) Relaxation Studies (1908)
    http://imslp.org/wiki/Relaxation_Studies_(Matthay,_Tobias)

    2 )The Act Of Touch In All Its Diversity: An Analysis And Synthesis Of Pianoforte Tone Production (1903)
    http://www.archive.org/details/actoftouchinalli009163mbp

    3) The First Principles of Pianoforte Playing (1905)
    http://www.archive.org/details/firstprincipleso00mattiala

    4) The Visible And Invisible In Pianoforte Technique (1947)
    http://www.archive.org/details/visibleandinvisi009582mbp

    le ho trovate interessanti e ritengo debbano far parte della cultura di un pianista.

    buona lettura ;)

  7. Christian scrive:

    Grazie Alexxjo e grazie degli approfondimenti importantissimi! :)

  8. _ginko_ scrive:

    Ho riletto il mio commento e mi sono accorto di essermi espresso male.

    Non volevo in alcun modo esprimere un giudizio negativo sui video di pianosolo.

    Chiedo sinceramente scusa se ho offeso qualcuno.

  9. Ciro scrive:

    Mi sento rilassato a cose fatte cioè dopo aver studiato a memoria il pezzo, scherzo ora anche ad inizio avventura perche’ ogni pezzo è un’avventura. Pero’ dopo mi perdo in presenza di persona anche a me familiari come si fa’ a suonare in presenza di persone senza andare nel pallone!!!!!!!!!!!!!!!!! ciao a tutti.

  10. Maury scrive:

    Mi associo a Ciro…
    Se sono solo suono bene. ma anche in presenza di soli familiari o amici faccio sempre qualche errore se non adirittura mi impappino…
    Penso che dovrei estraniarmi di più da ciò che ho intorno, evidentemente. ma non ci riesco…
    ciao a tutti

  11. rosella scrive:

    suonare con un pubblico che ci ascolta e’ difficile. e’ la paura di sbagliare e far brutta figura. che ci rende nervosi. con il tempo e l’esperienza si riesce a controllarsi meglio. si dovrebbe trasformare la paura, in tensione musicale cosi’ da trasmettere vere emozioni in chi ci ascolta. e ricordiamoci che anche i piu’ grandi hanno toppato e che non casca il mondo. riguardo il rilassamento, non sono totalmente daccordo con ginko. per i bambini non e’ cosi’ naturale, bisogna ricordare loro continuamente di rimanere rilassati, cosi’ come la posizione del corpo.e’ vero anche che gli adulti fanno piu’ fatica.un buon insegnante si riconosce anche da questo, dalla pazienza che ha nel ricordare quasi in continuazione la corretta posizione e il rilassamento. scusate se sono stata un po’ lunga. ciao

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