Suonare le doppie note
Le doppie note si incontrano molto spesso in musica classica. Dalle “Ariette” di Mozart ai minuetti e sonatine di Clementi, da Bach, alle sonate di Beethoven, da Chopin a Liszt. Tutti ne facevano uso indistintamente. Queste note infatti sono capaci di aumentare l’intensità del suono oltre che a trasformare il ” colore ” del brano. Pensiamo alla magnifica introduzione di Claire De Lune di Debussy, sicuramente non si avrebbe avuto lo stesso magnifico effetto se, al posto delle terze, il compositore avesse usato solo la nota superiore.
Semplicemente magnifico, tra l’altro, complimenti ha chi ha montato le immagini del video, ha creato un’atmosfera incredibile…
Ma, torniamo a noi. Cosa si intende per doppie note? Con doppie note intendiamo 2 note suonate contemporaneamente a qualsiasi distanza. Questa è la definizione generale. Perciò quindi puoi capire che non si parla solo di terze, quarte ecc.. Ma si parla di doppie note in un contesto molto più ampio.
Le doppie note in Bach
Le doppie note abbiamo detto che le abbiamo già in Bach. Ma troviamo raramente passaggi di terze o di seste. Piuttosto troviamo note tenute alle quali si aggiungono altre voci, ecco quindi che si aggiungono altre note, avendo comunque doppie note. Se noi teniamo un Do, e mentre questo è tenuto, in successione suoniamo Sol,La,Si, abbiamo lo stesso ottenuto doppie note, poiché sarebbe Do+Sol, Do+La e Do+Si.
Basta aprire il libro delle Invenzioni a 3 voci di Bach, per poter trovare questa figurazione appena citata.
All’epoca, il pedale ” del forte ” (quello di destra) non esisteva. Perciò l’unico modo per cercare di aumentare l’intensità sonora, era quello di aumentare il numero delle note da suonare.
Le doppie note nella musica classica
Nella musica classica, e non intendo il neoclassicismo ma il pre-romanticismo e romanticismo, le doppie note così come erano state usate da Bach e Scarlatti vengono meno, per dar spazio alle terze, quarte, quinte, seste e ottave. I più grandi compositori le utilizzarono nelle loro opere più famose (” Alla turca ” di Mozart, introduzione dell’ “Allegretto della Settima sinfonia di Beethoven), cercando non più di aumentare il livello di intensità, ma di ricercare un suono particolare. Infatti non dimentichiamoci che siamo in un periodo dove il musicista si stacca dalla figura del ” compositore di corte ” per diventare un libero professionista. Quindi l’autore scrive per se stesso, scrive con edonismo, scrive per il piacere di scrivere, senza sottostare a ” composizioni forzate “.
Perciò si ricercano sempre di più effetti sonori particolari, dati da combinazioni di doppie note, fino ad arrivare a Liszt, nelle cui composizioni le ottave erano d’obbligo ed erano il minimo. Infatti, Liszt, per esaltare la maestosità dello strumento e la sua vigorosità, inseriva all’interno delle ottave, le terze o le seste, o addirittura tutte e due:

La tecnica
Per quanto riguarda l’ aspetto tecnico, posso affermare che eseguire le doppie note è davvero complicato. Nell’eseguirle bisogna prestare estrema attenzione nel sincronizzare le dita, in modo tale che queste riescano a suonare contemporanemente, amalgamando il doppio suono. Purtroppo, per esercitarsi, non si può far altro che suonare le terze, suonare le terze.. e ancora le terze!
Ecco perché ho preparato per voi questo simpatico esercizietto
Download esercizio
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