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Blog sul pianoforte, news e informazioni sul mondo delle 88 note. Centinaia di spartiti musicali da scaricare gratis, lezioni e suggerimenti di tecnica pianistica per suonare facilmente. Di Giulio Cinelli e Christian Salerno
6 feb
Le doppie note si incontrano molto spesso in musica classica. Le si incontrano sin da subito. Dalle Ariette di Mozart, ai minuetti e sonatine di clementi, da Bach, alle sonate di Beethoven, da Chopin a Listz. Tutti ne facevano uso indistintamente. Queste infatti sono capaci di aumentare l’ intensità del suono oltre che a trasformare il ” colore ” del brano. Pensiamo alla magnifica introduzione di Claire De Lune di Debussy, sicuramente non si avrebbe avuto lo stesso magnifico effetto se, al posto delle terze, avrebbe usato solo la nota superiore.
Semplicemente magnifico, tra l’ altro complimenti ha chi ha montato le immagini, ha creato un’ atmosfera incredibile…
Ma, torniamo a noi. Cosa si intende per doppie note? Con doppie note intendiamo 2 note suonate contemporaneamente a qualsiasi distanza. Questa è la definizione generale. Perciò quindi puoi capire che non si parla solo di terze, quarte ecc.. Ma si parla di doppie note in un contesto molto più ampio.
Le doppie note abbiamo detto che le abbiamo già in Bach. Ma troviamo raramente passaggi di terze o di seste, cosa quasi scontata in una composizione contemporanea (basta sfogliare uno spartito di Allevi o Yiruma che si trovano seste a volontà). Piuttosto troviamo note tenute alle quali si aggiungono altre voci, ecco quindi che si aggiungono altre note, avendo comunque doppie note. Se noi teniamo un Do, e mentre questo è tenuto, in successione suoniamo Sol,La,Si, abbiamo lo stesso ottenuto doppie note, poichè sarebbe Do+Sol, Do+La e Do+Si.
Basta aprire il libro delle invenzioni a 3 voci di Bach, per poter trovare questa figurazione appena sopra citata.
All’ epoca, il pedale ” del forte ” (quello di destra) non esisteva. Perciò l’ unico modo per cercare di aumentare l’ intensità sonora, era quello di aumentare il numero delle note da suonare. Ecco quindi l’ esigenza delle doppie, triple, quadruple note ecc…
Nella musica classica, e non intendo il neoclassicismo ma il pre-romanticismo e romanticismo, le doppie note intese da Bach e Scarlatti vengono meno, per dar spazio alle terze, quarte, quinte, seste e ottve. I più grandi compositori le utilizzarono nelle loro opere più famose (” alla turca ” di Mozart, introduzione dell’ Allegretto della 7° sinfonia di Beethoven), cercando non più di aumentare il livello di intensità, ma si abdava alla ricerca un suono particolare. Infatti non dimentichiamoci che siamo in un periodo dove il musicista si stacca dalla fiura del ” compositore di corte ” per diventare un libero professionista. Quindi l’ autore scrive per se stesso, scrive con edonismo, scrive per il piacere di scrivere, senza sottostare a ” composizioni forzate “.
Perciò si ricercano sempre di più effetti sonori ricercati, dati da combinazioni con entrambe le mani di doppie note, fino ad arrivare a Listz, dove le ottave erano d’ obbligo ed erano il minimo, e per risaltare la maestosità dello strumento e la sua vigorosità, inseriva all’ interno delle ottave, le terze o le seste, o addirittura tutte e due:

Fino a trascurare la bellezza delle note singole.
Per quanto riguarda l’ aspetto tecnico di queste, posso affermare che sono davvero complicate. Sono complicate perchè nell’ eseguirle, bisogna procurare estrema attenzione nel cercare di sincronizzare le dita, in modo tale che queste riescano a suonare contemporanemente, amalgamando il doppio suono. Purtroppo per esercitarsi, non si può far altro che suonare le terze, suonare le terze.. e ancora le terze!
Ecco perchè ho preparato per voi questo simpatico esercizietto
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Un commento in "Suonare le doppie note"
ottimo articolo!
date un’occhio qui
http://forum.pianosolo.it/libri-e-materiale-didattico/doppie-note/
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