Proviamo ad immaginarci lo studio del pianoforte come una grande salita o una difficile scalata di una montagna. E’ proprio questa infatti la sensazione che si prova quando si percorre questa strada. Gli imprevisti e le difficoltà non sono poche, e la voglia di mollare a volte si fa sentire…

Ma poi pensiamo a tutta la strada che abbiamo fatto, e al motivo che ci ha portato a fare tutta questa strada: la passione. Senza di questa purtroppo, non si riescono ad ottenere i risultati sperati. Ma quali sono le difficoltà concrete che incontriamo lungo la nostra strada? E quali sono i motivi per cui decidiamo da un giorno a l’ altro di smettere?

Ho visto molti, che abbandonano lo studio del pianoforte per riprenderlo poi in tarda età. Questo vuol dire che allora quel fuocherello interno non si è mai spento del tutto! Vuol dire che allora ci sono state cause superiori che non ci hanno permesso di continuare gli studi. Primo tra tutti, il problema economico.

Lezioni di musica eccessivamente onerose

Non ho mai capito perchè la musica, come tante altre nobili arti, ha un costo così elevato. E’ vero che questa è per una cerchia ristretta di persone, ma se proviamo a ridurre i prezzi di queste lezioni, vedremo che la cerchia ristretta si allargherà pian piano. E’ vero che, soprattutto per quanto riguarda il campo della musica classica, si tratta davvero di una nicchia veramente ristretta (quanti ragazzi preferiscono stare il sabato pomeriggio in casa a studiare il pianoforte piuttosto che andare a giocare a calcio con gli amici oppure ad uscire con la propria compagnia?!) di persone.  Perciò pochi clienti comporta poca quantità, e quando la quantità è scarsa, bisogna per forza di cose puntare sulla qualità, aumentando così inevitabilmente il costo generale della musica classica. Perciò si aumenta il costo delle lezioni, il costo dei biglietti dei concerti, e il costo degli esami (anche se c’è gente disposta a spendere 2-300 euro per un concerto di madonna piuttosto che un buon concerto di Zimmerman che tra l’ altro costerebbe molto meno!).

Però questo è molto relativo. Ai giorni d’ oggi, solo i pochissimi maestri del pianoforte riescono a vivere solo di pianoforte, il resto dei pianisti esegue concerti solo per soddisfazione personale e non per cercare di aumentare gli introiti. Infatti se si riesce a raccimolare 100 euro in una serata, solo con i biglietti, è già tanto! Senza contare l’ enorme sforzo che c’è dietro ad un concerto solistico  imparato a memoria, e senza contare anche che magari il pianoforte è stato dovuto noleggiare ( 300 euro). Perciò ad occhio e croce si può dedurre che il gioco non ne vale la candela.

Tutti questi fattori perciò, portano ad un aumento dei costi dell’ istruzione e perciò molti, per questi motivi, abbandonano il pianoforte.

Ritrovare lo stimolo

Altri, e quì sto parlando di un’ altra buona fetta, smettono di studiare il pianoforte, per mancanza di stimolo. Questo è un motivo ricorrente, soprattutti nei giovani che lasciano spesso il pianoforte per dedicarsi ad altre attività. Questo è più che comprensibile: i ragazzi che studiano pianoforte, spesso, non hanno la competizione che è una delle cose più essenziali in ogni attività. E’ quella cosa che ti stimola a migliorare e a fare di meglio. Ed è per questo che un buon insegnante deve frequentemente preparare dei saggi di pianoforte, in modo tale che l’ allievo si confronti col pubblico e si confronti anche con gli altri allievi.

Un’ altra mancanza di stimolo è dato dal fatto che, parlando sempre di ragazzi , che sono il futuro del pianoforte,  non trovano abbastanza soddifazione e perdeno spesso fiducia in quello che fanno. Spesso sono ostacolati dai genitori, oppure vengono sgridati dagli altri condòmini per il ” rumore ” provocato, oppure basta solo prendere in considerazione un ragazzo che studia pianoforte tutti i suoi amici vanno a vedere la partita di calcio del suo migliore amico mentre nessuno viene mai a vedere il suo saggio (cosa a cui ci tiene molto). In situazioni del genere, se non si capisce veramente la realtà del perchè si ha iniziato a studiare il pianoforte, allora è quasi inevitabile che il ragazzo molli.

Se non si ha un carattere forte e determinato, la scarsa fiducia degli altri, in quello che noi stiamo facendo, può essere un fattore determinante sulla nostra riuscita o meno. Ma basta solo che qualcuno credi in noi per poter andare avanti ancora pià forti di prima.

Ciò che serve per continuare

Vorrei tanto darvi una formula magica ma non c’è…ma, esiste però una parola magica: determinazione. Questa è la chiave di tutto. Mai mollare di fronte alla difficoltà e mai mollare davanti alla vita che vuole vederci non riuscire. Con la forza di volontà si ottiene tutto, diploma di pianoforte compreso :) .

E poi, se ce l’ hanno fatta in tanti, perchè non dovresti farcela anche te?

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