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Blog sul pianoforte, news e informazioni sul mondo delle 88 note. Centinaia di spartiti musicali da scaricare gratis, lezioni e suggerimenti di tecnica pianistica per suonare facilmente. Di Giulio Cinelli e Christian Salerno
27 gen
Proviamo ad immaginarci lo studio del pianoforte come una grande salita o una difficile scalata di una montagna. E’ proprio questa infatti la sensazione che si prova quando si percorre questa strada. Gli imprevisti e le difficoltà non sono poche, e la voglia di mollare a volte si fa sentire…
Ma poi pensiamo a tutta la strada che abbiamo fatto, e al motivo che ci ha portato a fare tutta questa strada: la passione. Senza di questa purtroppo, non si riescono ad ottenere i risultati sperati. Ma quali sono le difficoltà concrete che incontriamo lungo la nostra strada? E quali sono i motivi per cui decidiamo da un giorno a l’ altro di smettere?
Ho visto molti, che abbandonano lo studio del pianoforte per riprenderlo poi in tarda età. Questo vuol dire che allora quel fuocherello interno non si è mai spento del tutto! Vuol dire che allora ci sono state cause superiori che non ci hanno permesso di continuare gli studi. Primo tra tutti, il problema economico.
Non ho mai capito perchè la musica, come tante altre nobili arti, ha un costo così elevato. E’ vero che questa è per una cerchia ristretta di persone, ma se proviamo a ridurre i prezzi di queste lezioni, vedremo che la cerchia ristretta si allargherà pian piano. E’ vero che, soprattutto per quanto riguarda il campo della musica classica, si tratta davvero di una nicchia veramente ristretta (quanti ragazzi preferiscono stare il sabato pomeriggio in casa a studiare il pianoforte piuttosto che andare a giocare a calcio con gli amici oppure ad uscire con la propria compagnia?!) di persone. Perciò pochi clienti comporta poca quantità, e quando la quantità è scarsa, bisogna per forza di cose puntare sulla qualità, aumentando così inevitabilmente il costo generale della musica classica. Perciò si aumenta il costo delle lezioni, il costo dei biglietti dei concerti, e il costo degli esami (anche se c’è gente disposta a spendere 2-300 euro per un concerto di madonna piuttosto che un buon concerto di Zimmerman che tra l’ altro costerebbe molto meno!).
Però questo è molto relativo. Ai giorni d’ oggi, solo i pochissimi maestri del pianoforte riescono a vivere solo di pianoforte, il resto dei pianisti esegue concerti solo per soddisfazione personale e non per cercare di aumentare gli introiti. Infatti se si riesce a raccimolare 100 euro in una serata, solo con i biglietti, è già tanto! Senza contare l’ enorme sforzo che c’è dietro ad un concerto solistico imparato a memoria, e senza contare anche che magari il pianoforte è stato dovuto noleggiare ( 300 euro). Perciò ad occhio e croce si può dedurre che il gioco non ne vale la candela.
Tutti questi fattori perciò, portano ad un aumento dei costi dell’ istruzione e perciò molti, per questi motivi, abbandonano il pianoforte.
Altri, e quì sto parlando di un’ altra buona fetta, smettono di studiare il pianoforte, per mancanza di stimolo. Questo è un motivo ricorrente, soprattutti nei giovani che lasciano spesso il pianoforte per dedicarsi ad altre attività. Questo è più che comprensibile: i ragazzi che studiano pianoforte, spesso, non hanno la competizione che è una delle cose più essenziali in ogni attività. E’ quella cosa che ti stimola a migliorare e a fare di meglio. Ed è per questo che un buon insegnante deve frequentemente preparare dei saggi di pianoforte, in modo tale che l’ allievo si confronti col pubblico e si confronti anche con gli altri allievi.
Un’ altra mancanza di stimolo è dato dal fatto che, parlando sempre di ragazzi , che sono il futuro del pianoforte, non trovano abbastanza soddifazione e perdeno spesso fiducia in quello che fanno. Spesso sono ostacolati dai genitori, oppure vengono sgridati dagli altri condòmini per il ” rumore ” provocato, oppure basta solo prendere in considerazione un ragazzo che studia pianoforte tutti i suoi amici vanno a vedere la partita di calcio del suo migliore amico mentre nessuno viene mai a vedere il suo saggio (cosa a cui ci tiene molto). In situazioni del genere, se non si capisce veramente la realtà del perchè si ha iniziato a studiare il pianoforte, allora è quasi inevitabile che il ragazzo molli.
Se non si ha un carattere forte e determinato, la scarsa fiducia degli altri, in quello che noi stiamo facendo, può essere un fattore determinante sulla nostra riuscita o meno. Ma basta solo che qualcuno credi in noi per poter andare avanti ancora pià forti di prima.

Vorrei tanto darvi una formula magica ma non c’è…ma, esiste però una parola magica: determinazione. Questa è la chiave di tutto. Mai mollare di fronte alla difficoltà e mai mollare davanti alla vita che vuole vederci non riuscire. Con la forza di volontà si ottiene tutto, diploma di pianoforte compreso
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E poi, se ce l’ hanno fatta in tanti, perchè non dovresti farcela anche te?
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10 Commenti in "Abbandonare il pianoforte"
Perchè si abbandono lo studio del pianoforte?…
Sono in molti gli studenti che si trovano costretti ad abbandonare lo studio del pianoforte per svariate ragione. Una di queste è soprattutto il lato economico. Molti non possono permettersi di prendere lezioni di musica e così rinunciano. Oggi però gr…
Tutto vero, avete visto Confalonieri di Mediaset si è diplomato a 70 anni credo comunque a tardissima eta’ l’ho ha fatto solo per passione visto che lavora a mediaset e di sicuro i soldi non li mancano poi c’è Hopkins l’attore che si è dedicato ai concerti per pianoforte anziche continuare come attore, poi ci sono io che ho deciso di puntare alla qualità dell’interpretazione anziche’ del pezzo di carta visto che ti ascolta poco importa se sei diplomato e poi non sai trasmettere emozioni suonando.BravoChristrianxarticolo
Grazie milel Ciro e grazie delle notizie, non lo sapevo!
Spettacolo! Comunque hai ragione, molti per aumentare l’agilità, perdono di vista il fatto che loro stanno facendo musica, così si ritrovano ad esercitarsi senza alcuna soddisfazione personale..!
Avete ragione ma attenzione perché i principianti per almeno 5 anni non devono trascurare gli esercizi di tecnica…
Io mi ritrovo molto in tutto questo discorso. Infatti da ragazzino, a 12-13 anni, dopo 3 anni di lezioni ho smesso di suonare. Solo dopo ben 10 (ora ne ho 27)anni mi sn riseduto al piano e con pazienza, nonostante i tanti impegni che ho oggi rispetto a tanti anni fa, ho ricominciato a suonare anche grazie a un mio carissimo amico(diplomato) che non ringrazierò mai abbastanza per avere fatto rinascere (o forse solo recuperato) la mia passione per il piano. Perchè ho smesso? Onestamente me lo chiedo ancora; di certo la maestra non era una grande motivatrice…ma forse ero solo troppo piccolo.
la mia esperienza sul saggio: di certo non era una cosa che amavo… quindi il fatto che fossi letteralmente obbligato a farlo non mi ha aiutato molto
Grazie Nino , mi fa piacere che concordi! Sono contento che tu abbia ripreso! =) =) Ciaooo!
ciao christian, sai , molte volte a me è capitato di mollare per lo studio del piano ( in particolare persoldi, troppa difficoltà, il mio vecchio maestero era gay enon ci volevo andaare da lui ma i miei mi ci mandavano lo stesso xD meno male che non mi toccava senno gli strappavo le palle) al mio unico “saggio” venne solo il mio migliore amico, anche se ne invitaii a dozzine di amici che non vennero.
in tutto questo cmq volevo dire che non ho mai mollato e ti volgio ringraziare per questo articolo che mi ha ricordato quanto ho faticato per arrivare dove sono ora e non volgio smettere mai di suonare il piano.
P.S. per farebbero un favore al mondo (a me in particolare ) ad abbassare i prezzi di pianoforti, concerti ecc. MAGARI
CIAO
Ciao Marco! Sono proprio contento che tu ti sia ritrovato nel post che ho scritto, ma soprattutto.. Sono contento del fatto che non hai MAI mollato.. Forza, siamo in pochi!!
un voglio saper suonare assolutamente
Horowitz- Polonaise Op. 53 “Heroic” di chopin
è trp bella
un giorno voglio saper suonare assolutamente
spero che il tempo non mi faccia mollare
Polonaise Op. 53 “Heroic” di chopin
è trp bella
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