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Cesi – Marciano n.17 (Minuetto)

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Scritto da: Sito Web

Dopo la pausa natalizia, eccoci ritornati di nuovo al nostro caro Cesi – Marciano, e in particolare al minuetto di Ignaz Joseph Pleyel. Questo minuetto è davvero molto carino e ben fatto. Infatti al suo interno sono contenuti molti particolari che, se messi in risalto, possono dare davvero un altro aspetto al brano. E per ” particolari ” mi riferisco alle legature di portamento fra le minime e le semiminime, che vedremo poi più dettagliatamente spiegate nel video.
Per chi non lo ha mai sentito, eccovi il video del pezzo e.. buon ascolto!

Minuetto – Pleyel

Fraseggio

Il fraseggio in questo esercizio è fondamentale. Lo è perché solo grazie a questo il brano riesce ad acquistare un certo senso. Nella prima battuta, quando ci sono le note ribattute, queste vengono suonate con un suono portato. Ciò vuol dire che ogni nota avrà il 3/4 del suo valore, perché solo così si avrà il tempo necessario per poter suonare il ribattuto successivo.

Nella seconda battuta invece ecco che interviene la legatura di portamento. Grazie a questa, la seconda nota che si trova sotto a questa legatura, va suonata con minor intensità. La terza e la quarta battuta sono simili alla prima e alla seconda, e poi dalla quarta alla sesta, la destra suona tutto legato.

Nella seconda parte del brano, si parte con le terze, e il ritmo e le legature, corrispondono esattamente al tempo adagio delle settima sinfonia di Beethoven (capolavoro! :) ). La sinistra invece lega solo gli ottavi nella prima parte, mentre nella seconda parte bisogna prestar maggior attenzione dato che solo il primo quarto è staccato mentre tutto il resto della frase è legato.

Poi entra il ” Trio” con un tempo leggermente più vivace. Qui il tema cambia  completamente (come di consueto) e bisogna prestare molta attenzione a staccare la sinistra nei momenti giusti e soprattutto,  nella battuta numero 17, la semiminima della sinistra, deve durare solo 1/4 , non di più!

Dinamica

Il pezzo è ricco di segni di dinamica. A partire dalle forcelle fino ad arrivare negli accenti ritmici nel “Trio”.  La forcella che da piccola diventa grande, indica ovviamente l’aumento di intensità di un pezzo. Il pezzo dovrà tenere l’ intensità del suono alta fino ad un nuovo ordine. Al contrario, la forcella che da grande diventa piccola, indica di diminuire l intensità del suono. Anche qui il suono rimane costante fino ad una nuova indicazione (per esempio ” p ” o un’ altra forcella).

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1 commento

  1. _ginko_ scrive:

    Utilissimo come sempre!

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