Diario di un Neofita, Speciali

Diario di un neofita – dodicesima lezione

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Scritto da: Sito Web

Eccomi arrivato alla 12-esima lezione, l’ultima del 2009!

Tre mesi dall’inizio di questa bellissima avventura che è lo studio della musica e del pianoforte!

La lezione come di consueto è iniziata con il ripasso di teoria e lo studio di un nuovo capitolo del compendio Ciriaco Letterio I corso, oggi abbiamo visto il capitolo XII (Gli intervalli), in particolare i concetti di intervallo giusto, maggiore, aumentato, più che aumentato, minore, diminuito e più che diminuito e come riconoscerli in base alla quantità di note e di suoni che li separano.

L’argomento è piuttosto complesso e necessita un sicuro approfondimento anche perché è alla base della definizione delle scale e degli accordi che ho già cominciato a suonare al pianoforte.

Però ora capisco cosa suonavo quando strimpellando con la chitarra facevo un Sim-dim!

Dopo la teoria siamo passati al solfeggio parlato, esercizio 20 del Pozzoli. Ora la difficoltà è ottenere una buona regolarità nella lettura, oltre che una discreta velocità. La cosa è sensibilmente più ostica per via della presenza di crome in questo esercizio. Se riesco a leggere le note in aticipo, poi il solfeggio viene meglio.

Però quando c’è una sequenza di molte crome inevitabilmente finisco per rallentare se non fermarmi addirittura. Devo fare più pratica, 2 ripetizioni al giorno non bastano più.

Al pianoforte abbiamo iniziato la lezione con scale, accordi e arpeggi, in particolare SolM a mani unite e abbiamo cominciato il ReM a mani separate (quest’ultimo presenta una peculiarità nell’arpeggio in secondo rivolto che mi richiede un pò di attenzione).

Poi, come al solito, Beyer (ripasso esercizi a mani unite della settimana scorsa e nuovo esercizio a mani separate): esercizi 18, 21 e 22. E Bergmueller, gli esercizi preliminari di tecnica (staccato e crome).

Infine, si! Abbiamo completato la Canzonetta di Mozart (3′ brano del Cesi-Marciano) e provato a mettere a mani unite l’Aria (2′ brano), per ora moooolto lentameeeente.

Mi sembra però che qualcosa si è sbloccato, di certo il metodo di suonare a mani separate fino a conoscere il brano perfettamente e solo dopo unirlo è quello giusto, come saggiamente spiegato in quest’articolo. All’improvviso tutto torna magnificamente ed è una grande soddisfazione!

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