Tratto dalla celebre sonatina Op. 36 n.2, questo adagio è davvero eccezionale. Lo è essenzialmente per due motivi: è un adagio affascinante, ed è utilissimo per lo sviluppo dell’ espressività nell’ allievo. Infatti il brano è ricco di segni d’ espressione, e questi vanno rispettati alla perfezione. Clementi inoltre è il nostro “Mozart italiano” anche se lo stesso Mozart quando stette in Italia scrisse una lettere alla sorella dicendo: “L’ Italia è bellissima [...] Ho suonato alcuni pezzi del così tanto nominato Muzio Clementi [...] Cara sorella, non ne vale proprio la pena studiarlo!”  Ma se Mozart aveva uno stile molto simile al suo?! Forse era geloso del fatto che qualcuno potesse avere uno stile simile al suo, oppure era geloso del fatto che in qualche modo potesse sostituirlo in Italia, ma Wolfgang forse non sapeva che di Mozart ce n’ era uno solo (anche se penso che lo sapeva benissimo :) :) ).

Adagio – Clementi

Fraseggio

Il tema è formato da due battute (le prime due). Viene ripreso poi alla terza e quarta battuta riportato una quinta sopra (un classico). Dalla quinta battuta fino al segno di ritornello la mano destra è sempre legata. Nella seconda parte del brano la mano destra và sollevata solamente quando si incontrano delle pause. La mano sinistra rispecchia molto la mano destra, nel senso che quasi sempre le due mani vanno sollevato nello stesos momento.

Dinamica

Il brano, come tutti gli adagi, comincia col p (piano). Abbiamo un cresc. che porta al forte alla quarta battuta, che poi ridiventa ancora “piano” prima del ritornello. Il brano è molto semplice da imparare a memoria: le note sono semplici e inoltre la dinamica è facile da ricordare dato che all’ aumentare dell’ altezza delle note, aumenta anche l’ intensità del suono, e viceversa. La seconda parte del brano è simile alla prima.


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