Diario di un neofita – terza lezione
La terza lezione è stata esclusivamente sulla tecnica: cadute con appoggio e articolazioni.
Ma andiamo con ordine: appena iniziato l’insegnante mi fa sedere al pianoforte (wow!) che continua a essere quello verticale un pò basso per le mie leve. Non mi metto a sottolineare la cosa, ma non dovevo usare la coda?
Qualche minuto di rilassamento delle braccia e della mano e poi proviamo un nuovo tipo di esercizio: la caduta libera.
In sostanza si tratta di mettere la mano in posizione sulla tastiera, rilassare i muscoli, sollevare l’avambraccio facendo attenzione a non muovere spalla e braccio, attendere qualche istante e poi fare letteralmente cadere la mano di nuovo sulla tastiera andando a colpire un tasto alla volta con il dito corretto ed infine rilassare di nuovo braccio e polso mantenendo quest’ultimo sollevato e facendo attenzione a scaricare tutto il peso sul solo dito che preme sul tasto.
Se detto così sembra complesso, farlo mi appare quasi impossibile. Tant’è però un pò ci sono riuscito.
Questo esercizio lo abbiamo ripetuto per tutte le dita e per entrambe le mani. Infatti, in un impeto di generosità (o compassione?) la mi insegnante ha ammesso che per un adulto è difficile attendere due lezioni per completare entrambe le mani!
Successivamente abbiamo visto le articolazioni.
Semplificando, mi spiega l’insegnante, ogni pezzo musicale è formato da frasi, ogni frase è separata da uno stacco ed un nuovo attacco (come il punto nella scrittura) che equivale ad una caduta, ogni parola di una frase è legata da un movimento che si ottiene cambiando il punto di appoggio del peso da un dito ad un altro, tramite un movimento detto appunto di articolazione.
La difficoltà per me è passare da un momento di rilassamento delle dita ad un movimento attivo delle stesse che si sollevano per andare poi a premere il tasto ed a rilassarsi di nuovo.
Mi sembra incredibile come questa tecnica apparentemente così complessa sia alla base della capacità dei virtuosi di suonare a velocità elevata e possa quindi essere applicata con tanta naturalezza!
In chiusura della lezione abbiamo ripassato i concetti dell’ultima volta e letto gli esercizi 3 e 4 del Pozzoli, senza solfeggio (che ancora non ho visto), solo per esercitare il riconoscimento delle note.
Prossima lezione, forse, cominciamo il Beyer
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