Diario di un neofita – seconda lezione
Finalmente è arrivato il giorno della lezione di pianoforte!
Sono appena alla seconda (di dieci, cento, mille?) e sono già pianodipendente! Spero però che non ci sia cura disintossicante per questa passione!
Arrivo alla seconda lezione dopo una settimana passata a rilassare deltoidi e bicipiti (!). Dieci minuti al giorno di meditazione e rilassamento. Beh non proprio dieci, però qualche minuto si! Respiro regolare, concentrazione sui muscoli fino a sentirli sciogliere. Ho notato che aiuta cercare di sentirsi stanco e se gli esercizi li faccio di sera, neanche devo sforzarmi troppo…
All’inizio della lezione ho un momento di condivisione con l’insegnante. Le spiego che mi ha un pò spaventato quando ha prospettato che saremmo arrivati a toccare il pianoforte non prima della quarta lezione. Lei per un verso
se lo aspettava: gli adulti, ha detto, vanno sempre di fretta e invece ci vuole pazienza. E così sia
La lezione di oggi è stata 3/4 teoria e 1/4 tecnica. Abbiamo rivisto i concetti della settimana scorsa (note e chiavi musicali) e letto i capitoli 2, 3 e 4 del Compendio di Letterio Ciriaco (valori musicali, rigo musicale e la tavola dei valori semplici).
A differenza dei testi di esercizi che utilizzerò (Beyer, Cesi Marciano), il Compendio introduce il rigo musicale mediante l’endecalineo con al centro la chiave di Do. Di fatto comunque i pentagrammi sopra e sotto il Do centrale sono in chiave di Sol e Fa e quindi non mi sconvolge più di tanto!
Per la prossima lezione devo imparare a memoria la posizione delle note sia nel pentagramma (nelle due chiavi) che al di sopra e al di sotto di esso (tagli in testa e in gola, mamma mia la ghigliottina!). E qui diventa più difficile…
Per la chiave di basso poi per ora non sono riuscito a trovare una scorciatoia di riconoscimento più veloce del riportare il tutto in chiave di violino, visualizzando la nota sul rigo di sopra.
Finita la teoria, abbiamo affrontato la parte di tecnica al pianoforte. Oggi abbiamo visto le cadute con appoggio a mani separate e su tutte le dita. Le cadute con appoggio servono a esercitare la tecnica di pressione del tasto mediante il peso del braccio, senza sforzo del muscolo.
Perciò oggi ho di fatto emesso il primo suono con il pianoforte, che se non mi sbaglio era un Mi, suonato con il dito medio della mano destra
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