L’ uso dei pedali
Ci sono pianoforti che hanno 2 pedali e altri che ne hanno 3. Perché?
- Perché il pedale centrale viene usato rarissimamente, e quando c’è da usarlo spesso e volentieri viene sostituito dal pedale di destra. Prendiamo in esame i pianoforti con 3 pedali.
Pedale di sinistra (1 Cora o pedale del piano), pedale di mezzo (sordina o pedale tonale) e pedale di destra ( forte o risonanza).
Sordina: La sordina permette ai pianoforti verticale di diminuire l’intensità del suono e ai pianoforti a coda di cambiare il timbro, diminuendo il suono di intensità ma addolcendolo e attutendolo.
Tonale: Questo pedale non è presente sui verticali, ed ha la funzione di prolungare l’ultimo suono o gli ultimi suoni premuti prima dell’abbassamento del pedale. Gli altri suoni hanno una durata normale.
Risonanza : Questo pedale è il più utilizzato (non a caso è il primo a rompersi). Quando in uno spartito troviamo l’indicazione “Ped.” si tratta del pedale di destra. Questo è simile a quello centrale, solo che, anziché prolungare solo il suono o il gruppo di suoni premuti prima dell’ abbassamento del tasto, prolunga tutti i suoni. Immaginate di suonare un pezzo con il pedale destro sempre premuto. Risulterà un suono assai confuso. Perciò il pedale di risonanza è una grande fonte per noi pianisti ma anche un’arma a doppio taglio. Bisogna “maneggiarlo con cura”.
Come va utilizzato il pedale del forte?
- Difficilmente qualcuno te lo insegna, infatti il mio primo maestro per mettermi soggezione (per evitare che mi addentrassi da solo nello sperimentare il pedale e magari incominciare ad usarlo in maniera sbagliata e prendere la brutta abitudine), mi diceva che prima di usare il pedale c’ è un “mattone” da leggere sull’ utilizzo del pedale.
Allora ho incominciato a sperimentare da solo, anche perché non si può suonare Chopin senza pedale! è all’inizio lo mettevo sempre, dall’inizio alla fine, il suono era confuso ma mi interessava. Poi pian piano ho iniziato a toglierne un pò, ma la differenza tra i tratti col pedale e i tratti senza erano troppo evidenti, allora decisi di tenere sempre il pedale e di staccarlo ogni tanto per qualche secondo e poi riabbassarlo subito…funzionò!
Ecco come facevano quei grandi pianisti a suonare quei passaggi così bene, con l’aiuto del pedale!
Affinai la mia tecnica sul pedale, mi informai leggendo libri di pianoforte e scoprii la teoria sul pedale di destra (fino ad allora avevo solo sperimentato praticamente il suo uso).
Il pedale di destra va utilizzato in maniera sincopata ad ogni cambio di armonia.
Ecco la definizone. Per “cambio di armonia” si intende il passare da un accordo all’altro (passo da DOmagg a REmagg allora stacco il pedale alla fine dell’ultima nota che riguarda l’accordo di do e lo riattacco subito dopo la prima nota dell’ accordo di re).
Molti spartiti, per non creare equivoci sull’uso del peale contengono le indicazioni sul quando usarlo:
-Con Ped. si indica di abbassare il pedale (e tenerlo premuto fino a nuovo ordine).
-Con * si indica di alzare il piede dal pedale.
Alcuni spartiti non contengono l’indicazione del pedale e qui le ragioni possono essere 2:
-Se si tratta di Mozart o di Beethoven non meravigliatevi, il pedale NON VA USATO!(se non in alcuni tratti specificati dall’ autore e non dalla casa editrice).
-Se si tratta di Chopin allora vuol dire che non ci sono indicazioni per i pedali particolari e che quindi l’ uso del pedale può essere intuitivo . Oppure l’ uso del pedale è segnato solo sulle prima battute e poi c’è scritto “simile” vuol dire che per tutto il pezzo il pedale si usa come scritto nelle prime battute.



30 settembre 2009 alle 15:31
Ehilà eccomi di nuovo a commentare uno spazio teorico
Avrei una cosa da puntualizzare: capisco la scelta di Mozart, ma io direi che in Beethoven il pedale è più che necessario in alcuni casi, basti pensare alla celebre Sonata op. 27 n° 2 di cui avete parlato poco tempo fa. Se li non ce lo metti diventa una sonatina stile Clementi.
Direi che state migliorando sempre di più, dalla vostra unione nascono ogni giorno nuovi articoli che leggo volentieri, anche se molte cose le conosco per vie accademiche
Complimenti ancora
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30 settembre 2009 alle 15:58
Si è vero, però Beethoven segna dove mettere il pedale e segna dove toglierlo, non dobbiamo metterlo alla rinfusa. Comunque il pedale aiuta sempre un pò l’ esecuzione, e molti lo mettono in Beethoven per gestire i passaggi difficili. Per esempio, nel terzo movimento della sonata “Al chiaro di luna” il pedale va usato poco e niente, mentre molti lo usano sin dall’ inizio! (io compreso
)
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9 ottobre 2009 alle 16:31
A certo, hai perfettamente ragione, non serve a mascherare le incertezze dietro ad un accozzaglia di suoni. Nel 3° movimento il pedale va usato come hai detto tu, poco e niente, solo dove è segnalato dallo stesso Beethoven, anche se un pizzico di pedale in più io ce lo metto, perchè ritengo che l'interpretazione sia personale, poi è ovvio che è questione di gusti…
P.S. Nelle sonatine di Beethoven o di Clementi il pedale non ci va
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Anonimo
agosto 27th, 2011 alle 10:35
Eppure In Clementi spesso lo segna.
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15 ottobre 2009 alle 23:34
Ho un pianoforte digitale Yahama P120
Il pedale di questo pianoforte quando lo uso, slitta sul pavimento e dopo pochi secondi non è più a portata di piede. Usaltro il cavalletto ad X non permette di posizionare le gambe in modo da avere il pedale al centro. Non so proprio come fare e mi chiedo se altri hanno problemi ad usare il pedale di un pianoforte digitale, quando il pedale è a parte e non nell struttura del piano. Infatti il P120 è un piano con cavalletto e contenitore che si può portare via e non ha un suo “mobiletto” in cui è incastrato.
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Giulio Cinelli
ottobre 16th, 2009 alle 10:37
Ciao Nicholas. Quello che ti consiglio è di mettere una zeppa, quella che usi per fermare le porte, o qualcosa di rigido che possa bloccare il pedale. Vedrai che non si muoverà più e non avrai di questi problemi!
Ciao
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22 febbraio 2010 alle 13:12
ciao ragazzi,
, volevo avanzare una piccola richiesta ‘multimediale’: non potreste realizzare un filmatino in cui si vede l’uso del pedale, magari accoppiato a uno spartito abbastanza facile? sarebbe MOLTO utile 
dopo i meritatissimi complimenti, direi che state andando alla grande
grazie!!!
[Rispondi]
22 febbraio 2010 alle 13:49
Ciao Carlo! Grazie mille!
http://forum.pianosolo.it/area-premium-gold/videolezione-di-pianoforte-n-12-%28i-pedali%29/ per guardarlo basta registrarti al forum.. se lo sei già…buona visione! =)
Guarda, ultimamente ho messo questo video sui pedali sul forum
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22 febbraio 2010 alle 21:24
Christian, sei piu’ di un mito, sei due miti
)
arigrazie!!!
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22 febbraio 2010 alle 21:25
a proposito, mi pareva di aver letto che avresti comprato un verticale di altra marca, vedo invece un Yamaha
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22 febbraio 2010 alle 21:28
[Rispondi]
22 febbraio 2010 alle 21:36
ho visto il video. C’è la funzione dei pedali, adeso manca il tutorial vero e proprio sull’uso.. co uno spartito facile, mi raccomando!
ari-ari-grazie
[Rispondi]
20 maggio 2010 alle 12:44
Comunque a parte le vostre giustissime risposte, c'è da dire anche che è notevole la differenza nel suonare qualsiasi autore da un Piano verticale ad uno a coda, soprattutto nell'uso del pedale del forte. Nei verticali non c'è doppio scappamento e la minore proporzione della cassa armonica influisce notevolmente sullo smorzamento del suono, quindi ciò fa accrescere la necessità di usare il pedale anche in parti nelle quali non viene richiesto.
il consiglio che posso darvi è quello di suonare con razionalità e di svincolarsi quel pò che basta da ciò che viene riportato sulle partiture, ovvero usate molto l'INTERPRETAZIONE che è il mezzo che potrà fare sempre vostra la musica. il Pianoforte è uno strumento che si lascia suonare da voi e non il contrario. Potete prendere 10 – 100 – 1000 pianisti diversi e far suonare loro la stessa cosa, ognuno la eseguirà in modo diverso.
Vi invito a leggere "ABBOZZO DI UNA NUOVA ESTETICA DELLA MUSICA" Di Ferruccio Busoni. che in una decina di pagine riassume tutto ciò che può aprirvi a considerare al meglio la musica e il suo profilo interpretativo.
Buona fortuna a tutti.
Roberto Terlizzi
[Rispondi]
mazurek
maggio 29th, 2010 alle 18:15
…E inoltre l'uso del pedale di risonanza , che può rendere sfumature tanto diverse, permette una interpretazione più varia, persnalizzata, più colorata, più ''sensata'', e non con le solite battute piene di pedale continuo.
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26 maggio 2012 alle 14:25
molto validi i vostri consigli .
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